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La Columbia University presenta un robot che riconosce se stesso

by Huro
Robot che riconosce se stesso

Gli automi sono spesso multifunzione e sanno come interagire con gli esseri umani, ma fino ad ora nessuno di loro era mai stato dotato di una coscienza. Oggi esiste un robot che riconosce se stesso realizzato dai ricercatori della Columbia University. Si tratta di una macchina semplice e sofisticata allo stesso tempo. Non possiede alcuna nozione di matematica, geometria o fisica, ma è in grado di evolversi. Fino a qualche decennio fa nessuno avrebbe mai immaginato di potere dare vita a un robot simile, ma il campo dell’intelligenza artificiale è in continuo cambiamento. Recentemente, infatti, era stato realizzato anche un robot capace di provare emozioni.

Il robot che riconosce se stesso funziona grazie a un software di macchine learning che gli permette di descrivere le proprie abilità. Sulla base di questo modello, l’automa ha imparato come muoversi autonomamente e come aggiustarsi. Secondo gli studi effettuati dagli esperti, il robot che riconosce se stesso è anche in grado di percepire la posizione che occupa nello spazio. Considerando che inizialmente non sapeva nemmeno se definirsi un drone o un semplicissimo braccio meccanico, l’evoluzione tecnologica ha compiuto enormi passi da giganti.

Ecco le caratteristiche principali del robot che riconosce se stesso

L’automa capisce dove si trova anche quando non è all’interno dell’area di controllo. La capacità di vedersi e collocarsi porta alla nascita dell’autocoscienza. Un robot che riconosce se stesso e che è quindi in grado di pensare quasi come un essere umano costituisce da un lato un’innovazione mai vista prima di cui andare fieri, dall’altro un pericolo non indifferente. In futuro le macchine potrebbero arrivare a rappresentare un grande limite, ma allo stesso tempo sarebbero utili sul campo di battaglia. Anche se dal punto di vista etico i rischi sono molti, i ricercatori non termineranno i loro studi nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

Gli studiosi hanno portato il robot che riconosce se stesso verso il così detto auto-apprendimento. Un esperimento ha dimostrato quanto l’automa riesca a imparare come muoversi all’interno dello spazio. Al robot infatti i ricercatori hanno chiesto di prendere e spostare un oggetto all’interno di uno spazio limitato. Il robot che riconosce se stesso ha ripetuto l’azione almeno un centinaio di volte, ovvero fino a quando non è riuscito a portare a termine il compito assegnato. La macchina ha anche spostato un bicchiere a “occhi chiusi” e ha ricalibrato i movimenti in seguito alla sostituzione di una parte del suo aspetto. Efficienza è sicuramente la parola che meglio rappresenta l’automa.

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