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Storia dei robot umanoidi

by Huro
storia dei robot umanoidi

Forse non tutti lo sanno, ma la storia dei robot umanoidi nasce negli anni ’70: vediamone insieme qualche passaggio fondamentale.

1973: Wabot-1 è il primo robot umanoide su scala reale

WABOT-1 è stato il primo robot antropomorfo della storia dei robot umanoidi in scala reale sviluppato nel mondo. Consisteva in un sistema di controllo degli arti, uno di visione ed uno di conversazione. WABOT-1 era in grado di comunicare con una persona in giapponese e di misurare le distanze e le direzioni verso gli oggetti usando recettori esterni, orecchie e occhi artificiali e una bocca artificiale. Camminava con gli arti inferiori ed era in grado di afferrare e trasportare oggetti con le mani che utilizzavano sensori tattili. È stato stimato che WABOT-1 abbia avuto la facoltà mentale di un bambino di un anno e mezzo.

1980: Wabot-2, primo robot personale, impara a suonare l’organo

Un’attività artistica come suonare uno strumento a tastiera richiede intelligenza e destrezza umane. Pertanto, WABOT-2 è stato definito come un “robot specializzato”: poteva conversare con una persona, leggere una normale partitura musicale con l’occhio e suonare brani di media difficoltà su un organo elettronico. WABOT-2 era anche in grado di accompagnare strumentalmente una persona  durante il canto. È stata la prima pietra miliare nello sviluppo dei “robot personali”.

Dal 2000 in poi il BOOM della robotica umanoide

Capire cosa sarebbe successo da lì a poco era semplice: a partire dagli anni 2000 la robotica umanoide ha avuto un boom di interesse da parte delle maggiori aziende mondiali. Tra le tante specifiche del settore troviamo anche Honda e Sony, che hanno scelto di investire in robot umanoidi destinati a comparire tra i migliori per anni. Parliamo di Asimo, il robot di Honda uscito nel 2000 , e di Aibo, il cane robotico di Sony del 2003 per l’intrattenimento di grandi e piccini.

Ma i grandi nomi, conosciuti dagli appassionati di robotica, non si risparmiano. In molti avranno infatti sentito parlare di Nao e Pepper, della SoftBank Robotics, colosso giapponese che ha acquisito il 95% della francese Aldebaran Robotics. O ancora di Atlas, Icub e Sophia. E come dimenticare Emiglio, il famoso robottino Made in Italy (Giochi Preziosi) tuttofare amico dei bambini degli anni ’80 e ’90.
Come non citare allora i Furbi, animaletti robotici tanto di moda quanto inquietanti quando cominciavano a parlare da soli nel bel mezzo della notte! Insomma, ora che la robotica ha preso piede fin dove riuscirà a spingersi?

Storia dei robot umanoidi: cosa ci aspetta in un futuro ormai prossimo?

La tecnologia corre oggi più che mai ed i robot che suscitavano stupore negli anni ’70 sono ormai vecchi e superati. Le nuove versioni di Asimo e Atlas ne sono sono un esempio. Ma i campi di applicazione di queste tecnologie si sono moltiplicati esponenzialmente nel tempo.

Certamente i settori più interessanti sono quelli per la persona, che comprendono l’intrattenimento, la domotica, il relax, l’educazione e didattica, il sostegno alla mobilità e alla salute, la sicurezza per la casa e tanto altro.

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