Home Robot Sentire le protesi: da oggi è possibile anche senza guardarle

Sentire le protesi: da oggi è possibile anche senza guardarle

by Huro
sentire le protesi

Negli USA il tam di ricercatori della Cleveland Clinic è riuscito a far sentire le protesi, cioè a donare nuovamente la capacità propriocettiva a coloro che hanno subito l’amputazione di un arto.

Finora infatti chiunque avesse una protesi doveva necessariamente guardarla per riuscire a controllarla.
Oggi, grazie ai passi avanti nella robotica, non è più così!

Cosa succede a chi ha bisogno di una protesi?

Chi ha dovuto subire un’amputazione spesso ricorre all’utilizzo di protesi per continuare a vivere in maniera più naturale possibile. Queste possono essere più o meno innovative: pensiamo ad esempio alle protesi per bambini ispirate ai supereroi o alla mano robotica impiantata per sei mesi ad una donna italiana.

Ma se prima non aveva bisogno di guardare il proprio arto per muoverlo calibrando gli spazi o sapere dove si trovava, grazie ad una capacità chiamata propriocezione, con l’utilizzo della protesi questa capacità veniva meno. C’era la necessità dunque di seguirla costantemente con lo sguardo per averne una piena funzionalità.

Oggi non è più così!

Com’è possibile sentire le protesi?

Con un articolo pubblicato sul Science Translational Medicine questo team americano ha fatto sapere di essere riuscito a stimolare i muscoli per donare a sei pazienti la capacità di sentire le protesi.

“Quando fai un movimento, sai di essere l’autore di quel gesto e di avere un senso di controllo sulle tue azioni”, spiega l’autore Paul Marasco. “Le persone che hanno subito un’amputazione perdono questa sensazione di controllo, sentendosi frustrate e disconnesse dalle loro protesi. Le illusioni che generiamo ripristinano la sensazione di movimento e ristabiliscono il senso di controllo sulle protesi. L’obiettivo finale della nostra ricerca è utilizzare la sensazione di movimento per ottimizzare la relazione tra i pazienti e la tecnologia, per far integrare meglio le loro protesi come parte naturale di loro stessi”, conclude Marasco.

Con piccoli robot ed un’interfaccia macchina/sistema nervoso questi luminari sono riusciti a stimolare la sensazione di movimento grazie alla vibrazione di muscoli. Questo è stato possibile solo nei sei pazienti in questione, dal momento che erano stati sottoposti precedentemente ad una reinnervazione muscolare mirata.

Così, i pazienti sono riusciti a sentire le protesi ed avere una consapevolezza spaziale ed un controllo motorio notevole, anche senza guardarle. Così oggi si pensa di applicare questi studi anche a pazienti colpiti da ictus o con protesi di arti inferiori. Decisamente incredibile!

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