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Il contributo della robotica nelle squadre di soccorso

by Huro
robotica nelle squadre di soccorso

Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie in tantissimi settori si assiste continuamente ad un netto miglioramento dei servizi e dei prodotti offerti. Tra questi rientra il reparto che riguarda la robotica nelle squadre di soccorso. Anche in questo caso questa branca ha dato un contributo che ha salvato e migliorato la vita di tantissime persone.

In qualsiasi campo dove sono impiegate squadre di soccorso spesso le operazioni vengono effettuate anche con l’ausilio di robot e sistemi di intelligenza artificiale all’avanguardia. Tali aiuti tecnologici che consentono di salvare più vite (o di migliorarle) rispetto al periodo in cui non c’erano questi strumenti tecnologici.

Quando è stata fondamentale la robotica nelle squadre di soccorso?

Su questo blog abbiamo già parlato di altri robot ideali per i soccorsi:

Per rendere l’idea sull’importanza fondamentale di questi strumenti pensiamo per esempio al disastro dell’undici settembre 2001 al World Trade Center. Lì, affianco ai vigili del fuoco ed alle forze dell’ordine, sono stati impiegati 17 robot per il soccorso, grandi come un pallone da basket.

Per citare un caso nazionale in cui furono usati strumenti tecnologici ricordiamo il terremoto di Amatrice dove droni e robot sono stati adoperati per perlustrare la chiesa di San Francesco e Sant’Agostino.

Anche durante il disastro del 20 aprile 2010 nel Golfo del Messico quando è avvenuta l’esplosione all’impianto di perforazione della Deepwater Horizon che causò la perdita di 4.9 milioni di barili di petrolio venne utilizzato un robot. Questa volta si trattava di un ROV (remotly operated underwater vehicle). In pratica un robot subacqueo comandato da remoto che dopo circa 100 giorni è riuscito a fermare la perdita di petrolio.

Ma a volte non bastano nemmeno i robot…

Un altro evento disastroso dove le evoluzioni robotiche hanno dato una mano ai tecnici ed ai soccorritori è in seguito al terremoto del 2011 che ha causato lo spegnimento automatico di due reattori della centrale nucleare di Fukushima. Il maremoto che segui dopo il sisma danneggiò i generatori di emergenza che raffreddavano i reattori, causando varie esplosioni e perdita di materiale radioattivo. Inizialmente fu utilizzato il PackBot, robot telecomandato utilizzato precedentemente per disinnescare mine per conto dell’Esercito degli Stati Uniti, sviluppato dalla iRobot Corporation ma che non diede un grande contributo in questo caso per via dei muri troppo spessi dei reattori che non consentivano al robot di comunicare con l’esterno.

A sostituire il Packbot è arrivato Quince, un robot in grado di superare scale e detriti. Era dotato di un dosimetro, due fotocamere e di un cavo di alimentazione e comunicazione lungo centinaia di metri.
Quince riuscì ad esplorare i piani superiori del reattore, rilevare le radiazioni presenti nell’aria, scattare foto ad alta risoluzione e trasmettere i dati all’esterno. Anche se poi è rimasto avvolto nel suo cavo e non è stato più recuperato, il lavoro di Quince ha dato un ottimo contributo ai tecnici che cercavano soluzioni per arginare il problema.

Questi sono solo alcuni esempi in cui strumenti di alta tecnologia hanno aiutato i tecnici. Ma le funzioni dei droni e dei vari robot vengono sfruttate in tantissime situazioni che sono pericolose per l’uomo. Grazie all’evoluzione del settore della robotica si possono ottenere informazioni importanti che prima erano difficili da avere.

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