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Robotica educativa: ecco come ci sta cambiando la vita

by Huro
robotica educativa

La robotica è definita come scienza interdisciplinare che riguarda la progettazione e lo sviluppo di robot. Questa è nata come ramo dell’ingegneria meccatronica, disciplina in cui psicologia, informatica, linguistica, meccanica, automazione e biologia operano insieme.

Il primo a parlare di robotica è stato lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov, in uno dei suoi racconti del 1942. Anche se il termine “robot” risale al 1920 e deriva dal ceco “robota”, parola utilizzata dallo scrittore Karel Capek in una delle sue opere e che ha usato questo termine col significato di “lavoratore”. Scoprine di più con il nostro articolo dedicato alla nascita della parola robot!

La robotica è suddivisa in varie categorie e si distinguono in base al tipo di robot che vengono realizzati: umanoidi, robot di servizio, robot di telepresenza, domotica e robotica educativa.

Scopriamo la robotica educativa

La robotica educativa, chiamata anche microbiotica fa riferimento alle teorie di Papert che spiegano i vantaggi di utilizzare dei semplicissimi kit di programmazione e costruzione a scopo didattico, dando l’opportunità ai ragazzi di diventare protagonisti dell’apprendimento ed anche creatori del proprio prodotto, invece di rimanere dei semplici utilizzatori passivi.

Specialmente negli ultimi anni, grazie ai giocattoli educativi e giochi STEM sono numerosi gli studi che dimostrano come la robotica educativa abbia un ruolo importante nell’aumentare la motivazione ed il coinvolgimento dei giovani, nell’aumentare le abilità del problem-solving, a favorire l’apprendimento learned-centred, la creatività ed anche le capacità di lavorare in squadra.
Questa disciplina consente ai bambini di osservare e sperimentare diversi concetti e teorie attraverso un’esperienza diretta giocando. Ma oltre a consentire ai bambini di imparare giocando, la robotica educativa fa anche da ponte tra discipline diverse, sia umanistiche che scientifiche.

Robot per bambini e per autistici

Oggi sono tante le scuole che tengono corsi di robotica, dove i bambini imparano a programmare partendo da zero. E anche dove vengono utilizzati numerosi kit che hanno una complessità crescente. Oppure robot come Nao, che si può programmare attraverso un ambiente di programmazione semplice come Choreographe.
Già dalla scuola materna e dalle prime classi della scuola primaria i bambini possono imparare le basi del coding. Solitamente in questi casi si utilizzano kit e robot come Lego Mindstorm Ev3, Sapientino Doc, Evolution Robot e tanti altri che puoi trovare qui.

I vantaggi offerti da questa disciplina non si fermano qui. Infatti oltre a permettere ai ragazzi di imparare le basi della programmazione, gli strumenti utilizzati nella robotica dell’educazione (Nao, Buddy, Milo, etc.) spesso vengono utilizzati anche nelle terapie per la cura dei vari disturbi dell’apprendimento oppure nelle terapie contro l’autismo.
Interagendo con questi strumenti tecnologici i bambini che soffrono di una patologia del genere sono più reattivi e propensi all’ascolto. Le loro capacità relazionali migliorano notevolmente, quindi anche il loro rendimento scolastico segna un netto miglioramento.

In sintesi, la robotica educativa è un ramo interdisciplinare che offre ai bambini la possibilità di imparare giocando. Inoltre gli strumenti utilizzati per insegnare la programmazione ai bambini risultano essere efficaci anche nelle terapie dell’autismo e dei disturbi dell’apprendimento. Si tratta quindi di una disciplina che sta rivoluzionando il mondo dell’insegnamento scolastico e quello terapeutico.

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