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Robotica antizanzare: quando i droni prevengono le malattie

by Huro
Robotica antizanzare

Arriva il drone della WeRobotics per limitare la diffusione delle malattie trasmesse dalle zanzare

Nell’immaginario comune, quando parliamo degli animali più pericolosi al mondo per l’uomo quasi sempre pensiamo ad animali di taglia grande. La verità è che al primo posto c’è un piccolo insetto: la zanzara!

Ogni anno le zanzare riescono ad infettare circa 700 milioni di persone, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Questi insetti portano malattie come la Malaria, la Zika, la Febbre Dengue, il virus del Nilo Occidentale, etc., pericolose per l’uomo e per gli animali e sembra che nulla possa fermarle.

Per combattere le zanzare, oltre alle soluzioni casalinghe sono stati provati anche alcuni metodi a larga scala. I risultati ottenuti però non hanno mai eliminato il problema definitivamente. In alcuni laboratori sono stati effettuati delle modifiche a livello genetico, in altri hanno studiato degli strumenti a laser per eliminare questa piaga oppure sono state creati medicinali per estinguerle, ma i risultati sono sempre stati abbastanza deludenti.

Ma non tutto è perso.
La svolta sta arrivando dalla robotica, che anche in questo caso ci viene incontro per cercare di migliorare la qualità della vita delle persone.

Come funzionano i droni e la robotica antizanzare?

La WeRobotics, un’organizzazione con sede a Washington e finanziata da Usaid, l’agenzia americana che si occupa di sviluppo internazionale tenterà di sperimentare un progetto che prevede l’utilizzo di droni che dovranno di trasportare e rilasciare zanzare maschio sterili nelle aree più a rischio. Il progetto mira a far accoppiare le zanzare sterili con le femmine. Operazione abbastanza complessa perché gli addetti al lavoro, onde evitare che gli insetti si feriscano, devono prima sedarli. Quindi verranno trasportati in contenitori pre-raffreddati ad una temperatura compresa fra i 4 gradi e gli 8 gradi.

Un altro aspetto importante è il rilascio degli insetti. Infatti verranno rilasciati un po’ alla volta, dettaglio studiato sempre dalla WeRobotics, che ha ideato una piattaforma rotante dotata di fori che permetterà il rilascio graduale delle zanzare solo dopo essersi svegliate ed acclimatate. Dopo un periodo di tempo gli insetti rilasciati verranno catturati attraverso trappole specifiche ed in seguito sottoposte a vari test che permetteranno agli scienziati di capire l’efficacia dell’esperimento.

Robotica antizanzare attiva già da quest’anno…

Questo test che inizierà nei primi mesi del 2018 ha un’importanza fondamentale anche in quanto concerne la limitazione dell’utilizzo degli insetticidi. Gli effetti negativi sull’ecosistema provocati dall’utilizzo di insetticidi sono noti da tempo, quindi il successo di questo test sarebbe utilissimo non solo per combattere il diffondersi delle malattie come la Zika o la malaria, ma anche per preservare la natura.

In passato sono stati già effettuati alcuni test per combattere i virus che ogni anno mettono in ginocchio popolazioni intere. I risultati purtroppo non sono stati positivi fino al punto di arginare questo fenomeno pericoloso. Spargere insetticidi con aerei convenzionali, sterilizzare alcune zanzare femmina o utilizzare solo metodi casalinghi non è bastato. I problemi causati da questi insetti infetti sono continuati. La speranza è che i test che inizieranno a breve grazie all’aiuto della robotica antizanzare riescano ad ottenere i risultati sperati.

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