Home Robot Un robot sensibile assisterà gli anziani nelle case di riposo

Un robot sensibile assisterà gli anziani nelle case di riposo

by Huro
robot sensibile

Quante volte ci è capitato di pensare che i robot siano “solo robot”? Certo, possono interagire, ballare, cantare e muoversi nello spazio che li circonda, ma non riescono a capire con chi hanno davvero a che fare. A questo proposito alcuni ricercatori dell’Università di Genova stanno lavorando al progetto Caresses per ribaltare le carte in tavola. L’idea prevede la realizzazione di un cervello da inserire nel corpo di Pepper, il famoso automa di SoftBank già presente negli aereoporti e sulle navi da crociera. In poche parole si tratta di un software che permetta all’intelligenza artificiale di fare un salto di qualità, creando un robot sensibile.

L’intento è quello di portare la nuova versione di Pepper nelle case di riposo in modo che possa assistere gli anziani sette giorni su sette. Inoltre si tratta di un robot sensibile in grado di adattarsi alla cultura delle persone con cui interagisce. In Giappone alcuni automa sono già presenti in queste strutture, ma hanno un ruolo marginale. Solitamente vengono sistemati fra due o tre pazienti e la loro funzione è quella di intrattenerli per un paio di ore con giochi e balli. Lo scopo del progetto è quello di programmarli in modo tale che possano aiutarli a svolgere i loro compiti senza sostituirsi agli assistenti sanitari o ai parenti.

Lo scopo e le funzioni di un robot sensibile

Il robot sensibile dovrà essere capace di riconoscere le radici culturali dell’anziano con cui avrà a che fare. In questo modo Pepper potrà ricordare le abitudini di ogni paziente. Inoltre sarà in grado di adattare il proprio bagaglio di conoscenze alle preferenze individuali. L’automa potrà fare delle domande ai pazienti per capire come deve comportarsi. Per esempio può cercare di sapere quali cibi preferiscono a differenza della nazionalità degli ospiti o a che ora vogliono andare a dormire la sera. L’approccio di Pepper è quindi dolce e premuroso.

Molte sono le funzioni avanzate che il robot sensibile può svolgere. Grazie alla tecnologia riesce ad accendere e spegnere le luci, legge audiolibri, ricorda messaggi di medici o parenti, propone video chiamate, cerca musica su internet e aiuta a trovare oggetti dimenticati per casa. Il progetto è ora in fase di prova sia in Giappone che in Inghilterra e si concluderà nel 2020. L’intento è quello di creare un robot sensibile che migliori la qualità della vita delle persone, affiancandolo quasi come farebbe un essere umano. L’automa ha infatti una conoscenza molto vasta nel cervello artificiale di cui è dotato grazie a studi effettuati nell’ambito del transcultural nursing, una disciplina famosa in campo medico.

Consigliati per te

Lascia un Commento