Home Robot Il robot Plantoide è la prima pianta robot mai creata… ed è tutta Italiana!

Il robot Plantoide è la prima pianta robot mai creata… ed è tutta Italiana!

by Huro
robot plantoide

Normalmente veniamo a conoscenza della creazione di nuovi robot ispirati agli animali, agli oggetti comuni, ai supereroi oppure agli umani, ma di robot ispirati alle piante ancora non si era sentito parlare.
A trovare ispirazione nelle piante è stato il Centro di Micro-biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) che ha sede a Pontedera.

Il progetto Plantoide è stato finanziato dall’UE con 2 milioni di euro. Ciò ha permesso ai ricercatori di creare i primi esemplari di robot Plantoidi, frutto di un connubio tra biologia ed ingegneria.
Il Plantoide si comporta come una pianta, si sviluppa (la radice) e percepisce cose simili alle piante. Questi sono aspetti conferiti dalla presenza di numerosi sensori (chimici, di temperatura, tattili e di umidità) e da una stampante 3D miniaturizzata che consente al robot di “crescere” nella direzione che viene indicata dai sensori. Il tessuto che permette la crescita del robot è un filo di PLA (acido polilattico) che consente al robot di allungarsi durante la sua fase di crescita.

Gli usi che si possono fare di questi robot sono numerosi, tra cui la possibilità di fare analisi ambientali e chimiche del suolo. Al robot si può chiedere di cercare determinate sostanze come il radon o di metalli pesanti in un terreno inquinato. O di analizzare la composizione chimica in un terreno per fornire alle aziende agricole le informazioni utili a determinare l’utilizzo dei concimi più adatti.

Il robot Plantoide è un’invenzione tutta italiana!

Il progetto è stato coordinato da Barbara Mazzolai, ricercatrice e coordinatrice dell’IIT, inserita tra le 25 donne più importanti della robotica da Robohub. Secondo la Mazzolai, in futuro questo genere di robot troveranno un ampio utilizzo anche in altri campi, per esempio in quello medico. Questo perché le radici del Plantoide non possono recare danni fisici. Quindi potrebbe essere usato per sviluppare un endoscopio innovativo.

Oppure potrebbe trovare utilizzo su altri pianeti! Un progetto simile già è stato fatto, per ora non portato avanti, ma la capacità del Plantoide di crescere attraverso lo sviluppo delle radici potrebbe permettere di esplorare le composizioni degli altri pianeti ed aiutare gli scienziati a fare passi avanti nella ricerca.

Non solo: è stato presentato anche un nuovo progetto alla Commissione Europea che prevede la creazione di un altro tipo di Plantoide, stavolta ispirato alle piante rampicanti che si sviluppano in altezza. Questo tipo di robot sarebbe utile per ritrovare ed aiutare le persone rimaste sotto le macerie in seguito a terremoti o ad altre catastrofi.

In conclusione possiamo solo augurarci che i tecnici dell’IIT riescano ad ottenere i fondi necessari per portare avanti questi progetti tecnologici che possono essere utilissimi per migliorare la vita delle persone.

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