Home Robotica e Ambiente Un robot marino simile al Nautilus di Jule Verne che esplora i fondali

Un robot marino simile al Nautilus di Jule Verne che esplora i fondali

by Huro
robot marino

Avreste mai immaginato che potesse davvero esistere la navicella capace di esplorare i fondali descritta da Jules Verne? Se “Ventimila leghe sotto i mari” è solo un romanzo di fantascienza, il Nautilus è stato realmente progettato. Si tratta di un robot marino realizzato dal dipartimento dell’Ingegneria e dell’Informazione dell’Università di Pisa. Si chiama Glider ed è in grado di navigare in mari e oceani per mesi. Uno dei modelli creati dai ricercatori è già presente a trenta metri sott’acqua nei pressi di Genova e Piombino.

Il robot marino assomiglia al Nautilus, ma come funziona?

Il robot marino è un Nautilus in miniatura senza equipaggio. Essendo privo di elica nuota grazie a una sorta di vescica che gli specialisti riempiono e svuotano periodicamente. La sua particolarità è quella di riuscire a seguire un percorso a zig zag arrivando anche a ottanta metri sotto il pelo dell’acqua. Il termometro indica la temperatura, il barometro per la pressione, l’igrometro segnala il tasso di umidità dell’atmosfera. O ancora lo “storm-glass” che avverte l’arrivo delle tempeste, la bussola, il sestante per la latitudine e i cronometri per la longitudine. Tutti gli strumenti che erano presenti nel Nautilus secondo la descrizione dell’autore si ritrovano anche nel robot marino dell’università di Pisa.

L’automa, inoltre, è completamente autonomo. Quando riemerge dall’acqua sa cambiare la rotta senza comandi aggiuntivi. Ma ciò per cui il robot marino è considerato innovativo si trova nelle sue funzioni. Esso è infatti capace di controllare i fondali rivelando quello che trova. In più verifica e tiene monitorate le situazioni ambientali. Tutto questo riesce a farlo in poco tempo. I robot sono quindi molto utili per svolgere compiti difficili e pericolosi per l’essere umano. In questo modo, invece, è possibile preservare i fondali senza danneggiare il patrimonio che la natura ci ha donato.

Il robot marino può essere distrutto a causa di varie motivazioni. Non si parla degli spiacevoli incontri con gli squali bianchi, ma di ragioni diverse. Se il Nautilus in miniatura si incastra sul fondale o alcuni dei suoi componenti vengono danneggiati non sarà più in grado di continuare il percorso. Lo stesso accade se si surriscalda o se l’acqua entra nei sensori del vano centrale e nelle batterie. In conclusione i ricercatori affermano che Glider deve ancora essere perfezionato, ma con il passare del tempo potrebbe diventare sempre più utile.

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