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Robot italiano di ultima generazione: grazie Università di Udine!

by Huro
robot italiano

Un aspiratore urbano elettrico sostenibile: ecco cos’hanno inventato all’Università di Udine negli ultimi tempi. Il Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura lancia la sua ultima invenzione a sostegno della comunità. Si parla di un robot italiano a guida autonoma, con un impatto ambientale prossimo allo zero. L’aspiratore urbano elettrico si chiama TSM AriaMatic e riesce a seguire l’operatore che lo precede, lavorando in completa autonomia.

«Abbiamo sviluppato il prototipo per rispondere all’esigenza che ci è stata rappresentata – spiega Stefano Miani del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, responsabile e coordinatore del progetto – cioè evitare di far perdere tempo all’operatore, diversamente costretto a salire e scendere durante la pulizia degli esterni e degli interni. La particolarità e la novità della soluzione trovata è che la macchina ‘insegue’ l’operatore sia all’interno che all’esterno, in piena autonomia e senza bisogno di appoggiarsi a reti di telefonia o GPS per la localizzazione».

Molte funzioni in più per questo robot italiano

Questo robot italiano di ultima generazione è stato realizzato dall’Università di Udine in collaborazione con l’azienda Robotech. Quest’ultimo è uno spin-off dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il robot riesce a rilevare in automatico ostacoli e persone, garantendo la totale sicurezza dell’operatore e dell’ambiente in cui viene utilizzato.

Rispetto alle altre macchine costruite allo stesso scopo, infine, TSM AriaMatic propone innovazioni esclusive. Dalla sensoristica di supporto all’attività dell’utilizzatore (Smart Sensoring e Internet of Things), alla presenza di uno schermo a led, installato nella parte posteriore del veicolo.

«Il risultato raggiunto da TSM, marchio conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero da diversi anni – commenta Stefano Miani – rappresenta un’assoluta novità in questo settore e ritengo permetterà all’azienda di acquisire ulteriori quote di mercato. È un esempio di come gli investimenti in ricerca e sviluppo, uniti alla collaborazione strategica con il mondo accademico possano produrre esiti di grande successo. Un esempio del quale cui il nostro Dipartimento va fiero».

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