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Robot italiani: come si chiamano e a che cosa servono?

by Huro
robot italiani

Molte persone nel mondo stanno cominciando ad appassionarsi alla robotica. Anche qui in Italia l’interesse nella materia sembra crescere e spesso la domanda più spontanea che viene è: quali sono i robot italiani? Come si chiamano? A cosa servono e quanto costano?

Jarvis, il robot assistente domestico

Il robot Jarvis è un perfetto esempio di innovazione al servizio della persona. Si tratta di un robot per la casa ed ha la funzione di monitorare numerosi aspetti della vita fra quattro mura. Può aiutare a ridurre gli sprechi di energia e comandare a distanza tutti gli elementi di domotica installati nella propria casa.

Prodotto da Iooota, una startup bolognese, il robot italiano Jarvis ha conquistato anche il CES di Las Vegas.
Non si conosce ancora il prezzo di questo robot domestico, ma lo si può preordinare sul sito di Iooota!

DustCart, il robot urbano sperimentale

Tra i robot italiani spicca anche DustCart. Si tratta di un robot per la raccolta dei rifiuti ed è stato sperimentato a Peccioli nel 2010. Non è un prodotto disponibile sul mercato ed acquistabile, ma un progetto utile alla comunità in grado di cambiare radicalmente la realtà della raccolta di rifiuti nel nostro paese.

Yape, il postino robot italiano

Yape, acronimo di Your Autonomous Pony Express è il nuovo postino robot in servizio a Cremona. Si tratta di un robot che ha essenzialmente la funzione di un postino o di un corriere. Riesce infatti a consegnare lettere e pacchi in maniera del tutto autonoma, rintracciando la persona a cui sono destinati.

Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, Yape potrà comunicare le proprie coordinate ai veicoli a guida autonoma che si trovano nelle vicinanze. Questo sarà fondamentale per evitare collisioni indesiderate.

Questo dispositivo robotico è chiaramente dedicato ad aziende e quindi non acquistabile da privati.

Il robot di telepresenza Ivo aiuta i bambini malati

Ivo è un robot italiano dotato di tablet attraverso cui i bambini in ospedale possono vedere e comunicare con la classe. L’idea è frutto dell’ingegno di Elmec Informatica. Si tratta di un vero e proprio robot di telepresenza in grado di aiutare i bambini malati e bisognosi di cure a non perdere le lezioni ed il contatto con la realtà spensierata della classe.

ICub è tra i più famosi robot italiani

iCub è un robot umanoide a forma di bambino. Ha 53 motori che gli consentono di muovere la testa, la vita, gli arti superiori e quelli inferiori. Inoltre può sentire e vedere, oltre ad avere il senso della sua posizione nello spazio. Questo bambino robot sa anche mettersi seduto, gattonare, manipolare oggetti ed afferrarli.

Il costo del robot iCub è di 250.000 euro. Non è una cifra commerciale, ma riservato a pochi, motivo per cui viene utilizzato soprattutto a scopi di ricerca, per studiare ed eseguire vari esperimenti.

Il robot R1 è la versione economica dedicata ai privati

Coscienti del prezzo proibitivo di iCub, gli scienziati dell’IIT, tenendo conto dell’esperienza acquisita durante gli ultimi anni mentre lavoravano al robot bambino, hanno deciso di progettare e sviluppare un altro robot italiano con funzioni simili ma ad un prezzo più abbordabile. Così è nato R1, un robot domestico in grado di aiutare sia al lavoro che a casa.

Tra i robot italiani anche il robot pompiere Walk-man

Realizzato dall’IIT con altri partner internazionali, il robot Walk-Man è un vero portento come pompiere. Si tratta di un robot in grado di fornire assistenza in caso di calamità naturali o provocate dall’uomo. Infatti è stato messo alla prova in uno scenario simile a quello che c’era stato durante il disastro di Fukushima. In seguito è stato testato sul campo durante la calamità che ha colpito Amatrice ed in uno scenario definito dai ricercatori  costruito nei laboratori.

Una pianta robot di nome Plantoide

Il Plantoide si comporta come una pianta, si sviluppa (la radice) e percepisce cose simili alle piante. Questi sono aspetti conferiti dalla presenza di numerosi sensori (chimici, di temperatura, tattili e di umidità) e da una stampante 3D miniaturizzata che consente al robot italiano di “crescere” nella direzione che viene indicata dai sensori. Il tessuto che permette la crescita del robot è un filo di PLA (acido polilattico) che consente al robot di allungarsi durante la sua fase di crescita.

Gli usi che si possono fare di questi robot italiani sono numerosi, tra cui la possibilità di fare analisi ambientali e chimiche del suolo. Al robot si può chiedere di cercare determinate sostanze come il radon o di metalli pesanti in un terreno inquinato. O di analizzare la composizione chimica in un terreno per fornire alle aziende agricole le informazioni utili a determinare l’utilizzo dei concimi più adatti.

Hunova, il robot fisioterapista che ha spopolato

Questo robot viene già utilizzato da circa 300 pazienti in varie strutture ospedaliere della Liguria e Toscana.
Hunova, nato grazie alle tecniche mediche ed ingegneristiche utilizzate da Movendo Technology, ha il compito di aiutare i medici nella prescrizione degli interventi più adatti agli pazienti che hanno subito traumi e per dare una mano nella prevenzione e nella misurazione di numerose patologie.

Momo, il dispositivo intelligente a forma di lampada

Momo è un dispositivo robotico che attraverso il Machine Learning impara le preferenze e le abitudini degli abitanti della casa e suggerisce automazioni intelligenti che rispecchiano lo stile di vita delle persone. Grazie ai sensori in dotazione riesce a rilevare, analizzare e controllare la qualità dell’aria nell’ambiente domestico, segnalando le fughe di gas o semplicemente avvisandoti se la qualità dell’aria in determinate stanze non è sufficientemente buona.

Momo è in grado di riconoscere volti, riesce a rilevare voci e suoni e persino i movimenti. La sua intelligenza può essere applicata ai sistemi di sicurezza ed alle telecamere connesse condividendo le informazioni per offrire una sicurezza maggiore agli ambienti domestici. Uno dei robot italiani più utili per la persona!

Il costo di Momo? Circa 300 euro su Indiegogo!

Ne conosci altri? Segnalaceli!

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