Home Robot Tina, un robot che gioca a tris costruito dagli studenti del “Facchinetti”

Tina, un robot che gioca a tris costruito dagli studenti del “Facchinetti”

by Huro
un robot che gioca a tris

Hanno vinto il premio Scuola Digitale Regionale e ora possono salire di livello. I ragazzi del gruppo Aurat dell’Isis “Facchinetti” hanno fatto tombola. I laboratori sulla robotica sono poco conosciuti, ma esistono. Le nuove generazioni si stanno avvicinando sempre di più al mondo dell’intelligenza artificiale. A Castellanza, infatti, gli studenti hanno vinto tredici premi in cinque anni. Fra questi compare anche quello ottenuto per la creazione di Tina, un robot che gioca a tris.

Lo scopo del laboratorio era quello di dare vita a un automa con cui potere giocare e interagire. Una sorta di mascotte con cui fare ricerche, ascoltare musica e svolgere piccole attività. Gli ambienti in cui sarà inserito sono case di riposo, ospedali psichiatrici e la stessa scuola in cui il progetto stesso è nato. Quest’ultima, infatti, sarà il principale punto di riferimento. Un robot che gioca a tris ma non solo. Tante sono le funzioni che è in grado di svolgere. Tina, infatti, può camminare e vincere partite all’impiccato. Tutto ciò è possibile grazie a webcam, intelligenza artificiale e macchine learning.

Un robot che gioca a tris con un grande potenziale

Se state pensando che Tina sia un robot basato su algoritmi particolarmente complicati, dovrete ricredervi. Il meccanismo con cui l’automa funziona è molto semplice. I ragazzi e i professori lo hanno ridimensionato appositamente. L’intento è quello di lasciarlo a disposizione delle nuove classi con un ulteriore obiettivo. I progettisti, infatti, vorrebbero che l’automa potesse arrivare a muoversi in autonomia tramite un sistema di GPS. In questo modo non resterebbe semplicemente un robot che gioca a tris. Potrebbe raggiungere un supermercato senza essere guidato da nessuno o potrebbe testare alcuni giochi per i bambini in ospedale.

Inoltre non dimenticate che Tina è stata realizzata con materiale interamente riciclato. Il legno di un PC portatile con il monitor rotto, motori di seconda mano e schede Arduino regalate. Il progetto ha visto partecipi molti studenti. I professori si sono stupiti dell’impegno e della dedizione dimostrata. Alcuni ragazzi sono rimasti in aula anche oltre l’orario curricolare. Lo step successivo sarà quello di insegnare agli studenti come costruire un robot che gioca a tris e non solo in completa autonomia.

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