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Robot che mangiano l’inquinamento e robot biodegradabili

by Huro
robot biodegradabili

Generalmente siamo abituati a vedere i robot costruiti con parti in metallo, plastica, ed in altri materiali. Inoltre sono sempre completi di motori, servomotori ed altre parti simili.

Jonathan Rossiter è un ingegnere che ha deciso di puntare su un’altra tipologia di robot. Precisamente ispirati agli organismi biologici naturali che sono in grado di fare tante cose che gli umani non sono in grado di fare: si muovono negli orti, nell’acqua ed in altri ambienti in cui catturano insetti che poi mangiano, ecc.

Questa tipologia di robot biodegradabili potrebbe essere la soluzione a tanti problemi, specialmente a quelli che riguardano le numerose sostanze chimiche utilizzate nell’agricoltura per garantire raccolti sempre più abbondanti e far fronte alle richieste sempre maggiori dei mercati. Questo genere di sostanze in parte vengono assorbite dalle specie coltivate mentre altre rimangono nel terreno che poi finiscono nelle falde acquifere. A loro volta, queste sostanze oltre ad inquinare l’acqua nutrono specie varie che se aumentano di numero creano un disequilibrio all’ecosistema.

Alcuni esempi ed idee

Per esempio, le alghe amano i nitrati, sostanza chimica molto comune nei trattamenti fitoterapici e non solo. In sostanza, le alghe, nutrendosi dei nitrati aumentano di numero. Aspetto negativo se avviene in maniera esagerata, in quanto privano l’acqua dell’ossigeno necessario. Quindi, in questo caso sarebbe molto utili un robot che mangia le alghe, rendendole innocue.

L’inquinamento da petrolio rappresenta un altro problema ambientale causato dall’uomo ed è presente ovunque, anche nei nostri mari. Quindi robot biodegradabili che si nutrono delle sostanze inquinanti prodotte dal petrolio sarebbero un’altra soluzione perfetta per arginare questo problema.

Quello che fa l’ingegnere insieme al suo team è proprio questo. Crea robot che si nutrono di inquinamento e per realizzarli si ispira a due organismi: lo squalo elefante, che mentre nuota apre la bocca per raccogliere plankton e mentre fa quest’operazione digerisce il cibo ed in seguito usa l’energia per muoversi, invece l’altro organismo è la notonetta che per andare avanti usa le sue zampe a pagaia.

Row-bot e rema-bot sono robot biodegradabili

Il team, ispirandosi a questi due organismi e mettendo insieme le competenze di entrambi creano robot che galleggiano e mangiano l’inquinamento, chiamato “Row-bot” o “Rema-bot”.

Il Row-bot è composto da tre parti (cervello, corpo e stomaco). Lo stomaco gli serve per creare energia, il corpo è costruito in plastica e galleggia sull’acqua, inoltre su un lato ha delle pinne che lo aiutano a muoversi. Il robot ha due bocche, una per far entrare il cibo e l’altra per farlo uscire. Al centro dello stomaco il robot ha una cellula a carburante microbiologico che serve per lavorare gli inquinanti. In pratica si alimenta grazie a queste sostanze.
In sostanza, il robot si muove nell’ambiente, incamera il “cibo” nel suo stomaco, lo digerisce, crea elettricità e poi usa questa energia prodotta per muoversi nell’ambiente.

Non solo, il team sta pensando di creare questi robot con materiali biodegradabili, evitando così di utilizzare i materiali classici in plastica e metallo che non sono biodegradabili. Quindi i ricercatori hanno intenzione di usare materiali come carta, la gelatina per creare i muscoli artificiali ed altri materiali simili.

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