Home Robot Il robot avvocato che fa giustizia: le nuove funzioni di DoNotPay

Il robot avvocato che fa giustizia: le nuove funzioni di DoNotPay

by Huro
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Quando ha creato DoNotPay, la chatbot che ha permesso a più di 4 milioni di persone di avere il rimborso delle multe pagate ingiustamente, Joshua Browder aveva solo 18 anni. Ora, mentre continua i suoi studi alla Stanford University, è di nuovo sulle pagine dei giornali grazie agli aggiornamenti apportati a DoNotPay.

Dopo aver creato la prima versione di DoNotPay, Joshua ha iniziato a collaborare con un gruppo di avvocati volontari che ha contribuito all’ampliamento dei servizi. Oggi la chatbot è in grado di aiutare le persone ad ottenere l’accesso agli alloggi governativi, contestare le tasse aeree e risolvere svariati problemi.

Tra gli ultimi aggiornamenti lanciati c’è la possibilità di farsi assistere da DoNotPay per acquistare il biglietto più economico in assoluto. Azione resa possibile grazie alle continue ricerche che vengono effettuate dalla chatbot per trovare le tariffe più economiche. E anche alle scappatoie legali che trova per far annullare i biglietti acquistati precedentemente a prezzi più alti. Trovato il biglietto più economico e la soluzione legale che permette di cambiare il vecchio biglietto, l’utente ottiene il rimborso direttamente sul proprio conto bancario.

Il robot avvocato DoNotPay potrebbe cambiare in meglio delle vite

DoNotPay è stato creato per aiutare le persone ad ottenere giustizia in maniera gratuita. Questa invenzione si può definire geniale e socialmente utile. Le stime ci dicono che negli USA e nel Regno Unito circa l’80% delle persone che hanno bisogno di un avvocato non possono permetterselo.

Fermamente convinto del fatto che la tecnologia renderà il mondo un posto migliore, Browder sogna di vedere un giorno il suo robot avvocato in un’aula di tribunale. Qui chi non ha i soldi necessari per permettersi un avvocato potrà farsi assistere in maniera gratuita grazie a questa chatbot.

Se da una parte c’è chi è contrario allo sviluppo di DoNotPay e ad altri avvocati robot come Ross, perché considerati una minaccia per i posti di lavoro, dall’altra c’è chi non la vede così, vedendo un valido aiuto nei nuovi sistemi robotizzati. Oppure chi come il giornalista e scienziato Ephrat Livni non considera questi dispositivi dei veri avvocati, in quanto effettivamente non basta conoscere la legge per ritenersi un avvocato, ma bisogna anche saper applicare ed interpretare le varie norme ai casi che si presentano.

Avvocato o no, ad ogni modo c’è da riconoscere i meriti sociali a DoNotPay ed al suo creatore. Sì, perché quotidianamente numerose persone evitano esborsi non dovuti grazie all’assistenza offerta in maniera gratuita da questa chatbot.

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