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Robot autonomi per smantellare residui radioattivi di uranio

by Huro
robot autonomi

Una coppia di robot autonomi sviluppati dall’Istituto di Robotica della Carnegie Mellon University passerà presto attraverso chilometri di tubi nell’impianto di arricchimento di uranio dell’Undery Department of Energy a Piketon, nell’Ohio, per identificare i depositi di uranio sulle pareti dei tubi.

I robot CMU hanno dimostrato di poter misurare i livelli di radiazione in modo più preciso dall’interno del tubo di quanto sia possibile con tecniche esterne. Oltre al risparmio sui costi di manodopera, l’utilizzo riduce significativamente i rischi per i lavoratori. Questi altrimenti dovrebbero eseguire misurazioni esterne a mano, indossare indumenti protettivi e utilizzare sollevatori o impalcature per raggiungere tubi elevati.

I funzionari del DOE stimano che i robot autonomi potrebbero far risparmiare decine di milioni di dollari. Quindi ridurre i costi necessari per completare la caratterizzazione dei giacimenti di uranio nell’impianto di diffusione gassosa di Portsmouth a Piketon. E si potrebbe risparmiare fino 50 milioni di dollari anche per i lavori che si devono eseguire in un impianto simile a Paducah, nel Kentucky.

Le operazioni di lavoro dei robot autonomi

Chiuso dal 2000, l’impianto ha iniziato le operazioni nel 1954 e ha prodotto uranio arricchito, compreso quello per uso militare. I due robot autonomi, chiamati RadPiper, censiranno ogni tubo, rilevando la radiazione affinché possano iniziare le operazioni di decontaminazione e bonifica direttamente sul posto.

I robot autonomi si muovono attraverso i tubi ad un ritmo costante, sono autonomi e sono dotati di una telecamera grandangolare e di un lidar. Inoltre, quando finiscono di ispezionare e rilevare le radiazioni, tornano automaticamente al punto dal quale sono partiti. Non solo: l’analisi integrata dei dati e la generazione di report liberano gli analisti nucleari da calcoli dispendiosi in termini di tempo. E rendono disponibili i report lo stesso giorno.

Lo strumento di rilevamento collimato a disco del robot utilizza un sensore di ioduro di sodio standard per contare i raggi gamma ed è posizionato tra due grandi dischi di piombo che bloccano questi raggi. Un dispositivo che gli ideatori stanno cercando tra l’altro di brevettare.

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