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Robot animali a forma di meduse che salvaguardano i fondali marini

by Huro
robot animali

Chi dice che gli automi debbano avere solo sembianze umane? Molti ricercatori di intelligenza artificiale prendono sempre più ispirazione dal mondo della fauna e della flora per le loro creazioni. Sono molto frequenti, infatti, i robot animali in circolazione. A questo proposito due studiosi della Florida Atlantic University stanno lavorando alla realizzazione di meduse robotiche. Esse avranno il compito di monitorare i sistemi marini come delle meduse reali, se non meglio.

Si chiamano Erik Engeberg e Nick Lopez e credono fortemente nell’efficacia del loro progetto. Salvaguardare le barriere coralline non è mai stato un compito semplice. Oggi, grazie agli studi sulla robotica, è possibile intervenire artificialmente. Ciò è possibile anche senza la presenza di un essere umano sui fondali. Questi robot animali possono risultare molto utili. Inoltre la forma del corpo con cui sono stati progettati permette loro di muoversi liberamente in acqua.  Solo così possono svolgere la funzione per cui sono stati inventati.

Come funzionano questi robot animali?

Il nome di queste meduse robotiche è Jellybot e si ispirano alla specie delle Aurelia Aurita realmente esistenti in natura. Esse sono famose anche come meduse a luna o a quadrifoglio. La funzione di questi robot animali sarà quella di evitare collisioni che potrebbero danneggiare l’ambiente marino. Le Jellybot sono dotate di otto tentacoli a propulsione idraulica che si gonfiano con l’acqua. Per aumentare il loro movimento verso l’esterno si usa un sistema formato da due pompe. Esso sfrutta a pieno la forza centrifuga.

I ricercatori hanno realizzato questi robot animali con un materiale morbido e flessibile.  Tale materiale li rende simili ad altre specie presenti in natura. Inoltre i sensori ambientali e i programmi di navigazione di cui sono dotate garantiscono l’orientamento di acqua. Attraverso la stampa 3D i ricercatori hanno già costruito cinque modelli di questi esemplari. In più essi hanno un’ulteriore capacità. Saranno infatti in grado di passare all’interno degli spazi più stretti e nascosti del fondale marino. Se il progetto risulterà davvero efficace salvaguardare le barriere coralline non sarà più un problema. L’intelligenza artificiale sta facendo passi da giganti. In pochi si sarebbero immaginati tutto questo fino a qualche anno fa.

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