Home Robot La riabilitazione robotica dona una nuova vita alle persone

La riabilitazione robotica dona una nuova vita alle persone

by Huro
riabilitazione robotica

Ad aiutare i fisioterapisti arrivano i robot e gli esoscheletri

I tempi stanno cambiando ed i vecchi metodi di fisioterapia vengono sostituiti dalle soluzioni offerte dalla riabilitazione robotica.
Ad assistere il personale medico o persino a sostituirlo nelle terapie che si effettuano in seguito a gravi traumi invalidanti o che comunque necessitano di sedute di fisioterapia arrivano i robot indossabili, gli esoscheletri ed i robot fisioterapisti.
A rendere possibile tutte queste innovazioni atte ad aiutare le persone in difficoltà ci ha pensato la robotica. Grazie alle nuove tecnologie utilizzate nella creazione di nuovi sistemi e strumenti è riuscita a risolvere tantissimi problemi anche in questo campo. Attualmente vari ospedali e cliniche hanno in dotazione vari strumenti del genere.

I robot fisioterapisti che aiutano i pazienti

Iniziamo l’elenco dei macchinari e strumenti vari partendo da un’azienda italiana e parliamo di Movendo, spin off dell’IIT che ha creato un robot fisioterapista di nome Hunova, adatto per la riabilitazione del ginocchio, dell’anca, della caviglia e della zona lombare. Il robot può essere usato in campo neurologico, geriatrico, ortopedico e sportivo, ed è utilizzabile sia in piedi che seduti.

Andiamo avanti e parliamo di Lokomat, un esoscheletro realizzato dall’azienda svizzera Hocoma. Questo viene impegnato nella riabilitazione robotica per i pazienti affetti da malattie neurologiche. Lokomat è formato da due ortesi che sono controllate da un software e permette di colmare i deficit motori tramite un allenamento deambulatorio personalizzato. Mentre si usa questo esoscheletro il paziente può monitorare i movimenti eseguiti riprodotti in una realtà virtuale. Il prezzo di Lokomat è di circa 330.000 euro ed è già presente in Italia in vari ospedali.

Sempre dalla Svizzera arriva anche G-EO System, una specie di esoscheletro indossabile creato dalla Reha Technology che aiuta a rieducare gli arti inferiori. Presente già all’Istituto Santo Stefano di Potenza Picena ed a San Raffaele Pisana di Roma, questo esoscheletro riproduce i movimenti naturali della caviglia e simula la discesa e la salita delle scale.

Per quanto riguarda i robot indossabili di cui parlavamo all’inizio non possiamo evitare di parlare della soluzione proposta dalla Toyota. Ha creato infatti Wellwalk WW-1000, un robot che assiste i pazienti con paralisi agli arti inferiori. Si tratta di una gamba robotica che aiuta la flessione del ginocchio, guida i movimenti del paziente e va indossata su un tapis roulant dotato di un monitor.

Riabilitazione robotica di mani e braccia

Parlando della riabilitazione delle dita della mano troviamo Amadeo, un dispositivo robotico creato dall’azienda austriaca Tyromotion. Essa interagisce con la realtà virtuale ed agisce adattandosi alle esigenze del paziente a livello tipologia di movimenti e velocità. In più Amadeo, grazie ai suoi sensori è in grado di correggere gli esercizi effettuati in modo sbagliati!

I guanti robot sono un altro traguardo raggiunto dalla robotica in questo campo. Attualmente vengono testati vari dispositivi del genere.

Script è uno di questi, nato da un progetto europeo con la partecipazione di San Raffaele Pisana di Roma. Controllato da remoto dai medici per vedere le evoluzioni della terapia del paziente, Script è nato per la riabilitazione delle braccia e delle mani specialmente dopo aver subito un ictus.

Fortunatamente la robotica viene incontro anche alle persone che hanno bisogno di seguire percorsi di fisioterapia. Le nuove tecniche vengono usate sempre più spesso nelle cliniche e negli ospedali italiani. Cosa che fa piacere anche ai più scettici!

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