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Parcheggiare auto robot è possibile grazie a un circuito neurale

by Huro
parcheggiare auto robot

Oggi sono molti i settori della vita in cui è possibile applicare gli studi sull’intelligenza artificiale. La sanità, l’educazione, il lavoro domestico, la quotidianità nel suo complesso. Per di più questo fenomeno non arriverà ad arrestarsi. Al contrario sarà costantemente in evoluzione. Lo dimostra un fatto particolare: alcuni ricercatori dell’Università della Tecnologia di Vienna hanno dato vita a uno speciale circuito neurale.  Esso, infatti, è in grado di manovrare e parcheggiare auto robot. Pensavate che non si potesse arrivare a tanto? Ebbene, vi sbagliavate di grosso.

Il campo della robotica rappresenta la prospettiva del nostro futuro. Al momento esistono degli automi in grado di prevedere i terremoti o di analizzare i pazienti che soffrono di patologie oculari. Questo per quanto riguarda i compiti più complessi. In generale, però, possono anche scegliere le canzoni adatte all’umore dell’utente. Tutto ciò è già una realtà effettiva. Quindi parcheggiare auto robot dovrebbe essere un gioco da ragazzi.

Parcheggiare auto robot: come funziona il sistema?

Ma come funziona? Questa è la domanda fondamentale che tutti ci poniamo. In sostanza non serve molto per svolgere un’attività così semplice. Per parcheggiare un’automobile, infatti, sono sufficienti dodici neuroni. A questo proposito i ricercatori hanno creato un piccolo circuito neurale. Successivamente ad esso hanno applicato l’intelligenza artificiale. Il sistema è stato ideato prendendo ispirazione dal sistema nervoso di un verme particolare. Si tratta del Caenorhabditis elegans. Gli studiosi lo hanno usato per fare dei test e parcheggiare auto robot. Esperimenti che hanno ottenuto risultati positivi. Il circuito di intelligenza artificiale prende come modelli alcune architetture del cervello. Esso si è rivelato molto efficace. Sicuramente più di quanto avremmo mai potuto immaginare.

I ricercatori hanno programmato il circuito in modo tale che potesse controllare il movimento dell’auto robot. Oltre a parcheggiarla, questo sistema è riuscito anche a condurla lungo un breve percorso. Il primo passo verso un’automobile innovativa. Ovvero capace di guidarsi in completa autonomia. Inoltre, spesso è difficile effettuare esperimenti di intelligenza artificiale. La maggior parte delle volte, infatti, si devono usare reti neuronali molto complesse. Ciò mette in difficoltà molti professionisti, anche i più esperti del settore. Questa volta, invece, è stato tutto molto più semplice. I soli dodici neuroni hanno facilitato il lavoro ai ricercatori. Essi infatti hanno raggiunto un risultato d’eccezione.

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