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Otto è la startup che ha dato vita ai camion autonomi

by Huro
camion autonomi

Tecnologia che rende autonomi i camion

La start-up Otto nasce nel Gennaio 2016 a San Francisco, grazie all’impegno dei suoi 2 fondatori Lior Ron e Anthony Levandowski. L’azienda fondata dagli ex dipendenti di Google cresce velocemente. Ad Agosto dello stesso anno conta già 90 dipendenti (tra cui ingegneri che hanno lavorato per Tesla, Google, Apple Inc., Logitech, etc).

L’idea di realizzare degli hardware da installare sui camion per renderli autonomi piace e l’azienda continua a crescere. D’altronde basta pensare che in America circa il 70% delle merci viaggia sulle strade grazie ai camion commerciali. Gli incidenti causati dai mezzi pesanti sono numerosissimi e l’inquinamento prodotto da questi veicoli è altissimo. Un’innovazione del genere non poteva che entusiasmare l’opinione pubblica.

L’idea di rendere autonomi i camion ha tra i vantaggi anche il fatto di riuscire a far riposare gli autisti durante il viaggio senza che il mezzo rimanga fermo. Aspetto importante in materia di costi e di tempo per le aziende che devono rispettare i tempi di consegna e che cercano di ottimizzare il lavoro. Grazie ai kit di hardware, alle telecamere montate, ai radar, ai vari sensori e ai lidar, questi camion sono in grado di funzionare in completa autonomia. Queste novità nel campo della robotica non hanno lasciato indifferente nemmeno Uber, società che offre servizi di trasporti privati che ha acquistato Otto per la “modica” cifra di 220 milioni di dollari.

Nel frattempo Otto è andato avanti con la ricerca e già ad Agosto nel 2016 ha modificato 5 camion Volvo 780, rendendoli totalmente autonomi. Nell’Ottobre del 2016 un semi camion dotato di tecnologia prodotta dalla Otto ha percorso una distanza di 212 kilometri in completa autonomia. Questo test è stato un successo: per la prima volta nel mondo un camion autonomo riesce a trasportare beni senza l’intervento dell’essere umano.

Come sono andate le cose in seguito?

L’acquisizione di Otto da parte di Uber è stato un successo. Anche se attualmente il progetto di ricerca che mira ad automatizzare sempre di più i camion ha cambiato nome da Otto in Uber ATG. Questo in seguito ad una vicenda giudiziaria che ha fatto perdere la causa ad Uber, che si è vista costretta a cancellare il nome precedente.

Ad uno dei fondatori è andato peggio: Anthony Levandowski è stato licenziato.
Anche in questo caso le cose sono cambiate in seguito ad una vicenda giudiziaria dove l’ex ingegnere di Google è stato accusato di essersi impossessato di 14,000 files appartenenti a Google, documenti che riguardavano proprio i progetti per rendere le autovetture autonome.

In conclusione possiamo dire che anche in questo campo la robotica risulta sempre fondamentale per migliorare la qualità della vita delle persone. Grazie a queste aziende sicuramente anche in Italia presto si vedranno camion che si auto-guidano. Positivo a livello di sicurezza e non solo.

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