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La discussione tra gli scienziati per stabilire se i robot sono maschilisti

by Huro
i robot sono maschilisti

Sono tanti coloro che non gradiscono il progresso tecnologico al quale si sta assistendo. Tra i punti che vengono discussi c’è anche l’intelligenza dei robot. Precisamente c’è chi sostiene che l’Intelligenza Artificiale non sia poi così intelligente e che sia soggetta a replicare gli eventuali errori e pregiudizi di coloro che la creano, addetti ai lavori che quasi sempre sono uomini. Quindi i robot sono maschilisti?

A discutere di questo argomento è stato lanciato persino un network alla London School of Economics denominato “Women Leading in Arificial intelligence”. Una conferenza alla quale hanno partecipato scienziate, politiche e pensatrici dall’intera Gran Bretagna. Queste hanno cercato di rispondere ad una domanda: L’AI sta per diventare l’ultima espressione di mascolinità?

Ma i robot sono maschilisti per davvero?

Fino ad oggi tutti si sono preoccupati degli effetti che l’Intelligenza Artificiale avrà sul mondo del lavoro e su altri effetti che potrebbero verificarsi mano a mano che la tecnologia avanza. Ma in pochi si sono concentrati sui pregiudizi “installati” nei codici di programmazione, negli algoritmi che codificano le numerose scelte sulle varie decisioni da prendere che in realtà non sono che opinioni personali espresse attraverso un codice. Quindi è da qui che hanno dedotto in molti che i robot sono maschilisti.

“L’allarmismo” quindi nasce dal fatto che l’AI ormai è presente in qualsiasi cosa, quindi si teme di avere riscontri negativi in tanti ambiti. Per esempio ci si chiede come si svolgeranno i colloqui di lavoro gestiti dai robot se questi avranno dei tratti maschilisti, etc. In pratica si temono conseguenze per le donne in futuro se i robot avranno un lato maschilista.

Per evitare ciò gli ideatori del network di Londra hanno proposto di agire in tre mosse:

  • creare una legge che obblighi le organizzazioni a pubblicare la logica che c’è dietro gli algoritmi utilizzati,
  • istituire un codice etico per l’AI e per chi ne elabora i codici
  • tentare di inserire sempre più donne programmatrici tra coloro che lavorano in questo settore.

Effettivamente il numero attuale delle programmatrici è basso: negli Stati Uniti sono solo il 4% ed anche coloro che studiano questa materia sono sempre meno in Occidente. Cosa che non si può dire dell’India, dove il trend è ben differente e le programmatrici superano i programmatori. Quindi per invertire anche nei paesi sviluppati questa tendenza politiche, pensatrici e scienziate sostengono che bisogna cambiare il retaggio culturale che spopola tra le popolazioni occidentali e che ancora oggi collocano le donne sono in ruoli considerati tipicamente femminili.

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