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In Giappone negli asili ci sono maestre robot a forma di orso

by Huro
maestre robot

Il settore della robotica avanza ad alta velocità e piano piano viene accettata sempre di più in ogni parte del mondo. Ma ci sono dei paesi dove la convivenza con i robot è accettata già da tempo, come in Giappone. Qui gli automi ed i prodotti tecnologici in generale non sono considerati solo macchine, ma parte integrante della società.

L’accettazione incondizionata dei robot come parte della vita delle persone sembra che sia una questione di cultura. I giapponesi pare che siano disposti ad accettare questi strumenti tecnologici già da tempo in qualsiasi settore.
Qualche anno fa si parlò tantissimo di un esperimento che prevedeva l’utilizzo di un robot di nome Saya al posto degli insegnanti di scienze e tecnologia. All’epoca il professore Hiroshi Kobayashi, l’inventore di Saya, disse che la funzione del robot non era quella di sostituire gli insegnanti umani, ma solo di evidenziare i lati positivi della tecnologia. Anche se in seguito ha sottolineato pure la possibilità di assumere dei robot laddove dovesse esserci una carenza di insegnanti.

Maestre robot a forma di orso negli asili giapponesi

Da quando fu fatto questo esperimento è passato qualche anno. Anche se nel frattempo sono stati eseguiti altri esperimenti simili, quello che sta facendo notizia ultimamente è l’utilizzo di maestre robot che sostituiscono le maestre di asilo.

Siamo sempre in Giappone e questa volta si tratta di un esperimento realizzato dalla Global Bridge Holdings. Questa nelle aule degli asili ha portato un robot a forma di orso con il compito di sostituire le maestre.
L’accoglienza è stata ottima, i bambini hanno mostrato subito entusiasmo verso questo progetto, aspetto importante dovuto sicuramente anche alla forma simpatica del robot.

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L’orso robot è dotato di numerosi sensori. Questi gli consentono di monitorare l’attività dei bambini, di accoglierli, di identificarli e persino di misurarli la temperatura ogni due ore e la frequenza cardiaca. In caso di riscontri anomali parte un sistema di allarme del robot che mette in allerta i maestri umani, i quali provvedono ai controlli necessari.
Ovviamente anche in questo caso l’esperimento serve parzialmente per controllare una serie di aspetti e per dimostrare l’evoluzione tecnologica ed il suo potenziale. Ma come per Saya, non è detto che questa tipologia di robot non possa essere utilizzata nell’insegnamento in maniera fissa e dare quindi un impulso innovativo in campo della robotica educativa.

Anche se ancora non si arriva a dotare completamente i robot di un’intelligenza tale da riuscire a sostituire al 100% gli umani, affiancare insegnanti o altri professionisti in altri campi è possibile, alleggerendo così il carico dei lavoratori che spesso sono sottoposti a livelli di stress non indifferente.

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