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Futuro Remoto: a Napoli una manifestazione culturale sulla robotica

by Huro
Futuro Remoto

Città della Scienza ha ospitato l’edizione 2018 di Futuro Remoto. Gli anni scorsi l’evento era stato organizzato in Piazza del Plebiscito. Di cosa si tratta? Una manifestazione culturale in cui università, scuole superiori ed enti di ricerca hanno partecipato attivamente. Scopo dell’iniziativa era quella di presentare le innovazioni tecnologiche dell’intera Campania. Gli studi sull’intelligenza artificiale non sono portati avanti solo dai ricercatori stranieri. Anche l’Italia ricopre un ruolo cardine nell’ambito della robotica.

Nel corso dell’evento sono stati presentati quattro interessanti progetti. Fra questi il gruppo UniNa Corse ha dato vita a un simulatore di guida realistica. Gli ingegneri della Federico II hanno lavorato duramente per mettere a punto il software all’avanguardia. Si tratta di una vera e propria esperienza in tempo reale sull’auto da corsa Formula Sae. Non solo educazione e medicina. Gli studi sull’intelligenza artificiale si occupano di ogni settore della vita quotidiana. Futuro Remoto vuole rendere il pubblico partecipe delle attuali innovazioni tecnologiche.

Futuro Remoto offre vari spunti d’interesse

La Deltacon, invece, ha portato sul palco un umanoide estremamente realistico. Il robot è stato progettato per assistere bambini con disabilità. Molte volte i più piccoli presentano difficoltà motorie o linguistiche. Spesso, però, mancano gli educatori che dovrebbero sostenerli. L’automa in questione è dotato di telecamere 3D che riconoscono l’interlocutore. In questo modo l’androide potrà parlare con il bambino e proporgli le attività più adatte al suo sviluppo cognitivo. Anche la scuola, quindi, fa uso delle innovazioni tecnologiche del momento. Questo per migliorare l’apprendimento degli studenti più in difficoltà.

Il Cnr ha poi mostrato un modello virtuale di meccanica quantistica. A differenza dei classici computer, quelli quantistici sono in grado di svolgere calcoli molto complessi. Inoltre garantiscono maggiore sicurezza nella crittografia di dati specifici. Ma non è finita qui. Questi dispositivi riescono anche a ridurre i tempi e i costi delle sperimentazioni farmaceutiche. Infine, il dipartimento di chimica della Federico II ha ricostruito una vera e propria scena del crimine. I ricercatori hanno dimostrato come gli studi in materia possano aiutare le indagini di polizia.  Gli studenti hanno potuto testare con mano l’innovazione scientifica proposta dall’università napoletana. Futuro Remoto, quindi, investe sul futuro e sui giovani.

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