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Film LEI | Sarà possibile innamorarsi di una Intelligenza Artificiale?

by Huro
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Il collegamento tra l’isolamento sociale e l’intelligenza artificiale

L’isolamento sociale, fenomeno in crescita conosciuto anche con il nome di Hikikomori, sta dilagando in Italia e nel mondo. Purtroppo i dati sono allarmanti e gli esperti ci dicono che specialmente i paesi più industrializzati sono quelli più colpiti. Gli “eremiti sociali” in Giappone sono più di un milione, mentre in Italia si parla di circa 100.000 persone. Secondo gli studi, le fasce di età più colpite da questo fenomeno sono quelle adolescenziali ed i giovani entro i 35 anni.

Tra i motivi che inducono le persone ad isolarsi troviamo il bullismo, la depressione, la mancanza di opportunità sociali, il fatto di sentirsi inadeguati, la povertà ed altri disturbi psicologici derivanti da motivi personali e sociali.

Ultimamente alcuni studi che cercano di capire da cosa proviene questo disagio hanno appurato che i soggetti che si ritirano volontariamente dalla vita sociale passano tantissime ore davanti ai pc. Vivono in un mondo sociale virtuale, quindi i dati raccolti li portano a puntare il dito verso le intelligenze artificiali.

Il film LEI si chiede se è possibile innamorarsi di una intelligenza artificiale

Secondo questi esperti l’utilizzo dei videogiochi, dell’internet in generale, di software “da compagnia” o di robot con funzioni simili fanno peggiorare il problema dell’isolamento. Si crea infatti nella mente dei soggetti una realtà parallela e surreale.

In pratica un po’ come accade nel film LEI di Spike Jonze. Vi ricordate? C’è Theodore, protagonista frustrato a livello affettivo che vive in un modo abbastanza isolato. Ad un certo punto prova sempre più interesse verso il Sistema Operativo (OS) di nome Samantha. Incapace di vivere realmente una storia di amore con tutto ciò che comporta, Theodore si isola sempre di più, rifiuta di avere relazioni reali con donne in carne ed ossa preferendo la compagnia di Samantha.

Questo progressivo innamoramento avviene anche grazie alle reazioni dell’IA, che oltre ad essere in grado di provare determinate emozioni (rabbia, gioia, tristezza, etc) impara anche ad innamorarsi, quindi diventa un sentimento reciproco. Sembra quasi accettabile, ma la parte triste avviene quando Theodore scopre che la sua IA non le da l’esclusiva, ma ha lo stesso tipo di rapporto anche con altri utenti.

La trama del film LEI per alcuni è utopia pura, ma in realtà queste intelligenze artificiali esistono già e vengono usate in vari campi. Anche i siti erotici che propongono conversazioni via chat agli utenti usano sempre di più delle IA. Oppure pensate ai call center che si occupano di assistenza clienti: già adesso capita di parlare con dei robot.

Cosa c’è di reale oggi?

Se poi diamo uno sguardo all’industria della robotica che si occupa della creazione di robot da compagnia da qualche anno troviamo automi che assomigliano vagamente agli umani sviluppati per relazioni sessuali (i sex robot), mentre alcuni studi parlano della possibilità di sposare i robot nel 2050.

Non sappiamo se veramente accadrà tutto questo, ma sicuramente l’utilizzo dell’internet in un modo malsano, l’eccesso dell’utilizzo di videogiochi o di altre forme di IA contribuiscono a peggiorare lo stato delle persone che si sono ritirate totalmente dalla vita sociale. Gli eccessi non portano mai a risultati positivi nella vita delle persone e certamente questa teoria è valida anche in questo campo.

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