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Esoscheletri robotici per disabili a sostegno di chi ha difficoltà motorie

by Huro
esoscheletri robotici per disabili

Muoversi e comunicare sembrano attività molto semplici agli occhi di molti. C’è però chi presenta grandi difficoltà anche nello svolgimento delle classiche azioni quotidiane. Persone colpite da gravi malattie o con handicap fisici. Per loro ogni gesto richiede un grande sforzo. Gli studi sull’intelligenza artificiale, però, hanno fatto passi da giganti. A tal proposito, infatti, esistono molti esoscheletri robotici per disabili studiati nel minimo dettaglio.

Non sempre è possibile avere a disposizione qualcuno che si prenda cura di chi ha delle difficoltà. A volte molte persone devono affrontare complessi percorsi riabilitativi. Quando non possono contare sull’aiuto di assistenti medici, è necessario che abbiano un sostegno di natura diversa. Gli esoscheletri robotici per disabili ricoprono proprio questa funzione. Ne ha parlato a Torino il segretario di Simfer, Giancarlo Rovere. Purtroppo in Italia questi dispositivi sono ancora pochi. I ricercatori, però, stanno lavorando per crearne degli altri.

Ekso Bionics è uno dei tanti esoscheletri robotici per disabili

Ekso Bionics è uno degli automi realizzati a questo proposito. Si tratta di tecnologia all’avanguardia che corre in aiuto di chi ha forti disabilità alle gambe. Ora i pazienti potranno infatti stare in piedi e camminare “da soli” durante i percorsi di fisioterapia. Gli esoscheletri robotici per disabili non vogliono sostituire medici e infermieri. Lo scopo dei dispositivi in questione è quello di offrire un solido supporto quando il personale autorizzato manca. Così facendo i pazienti non si sentiranno abbandonati a loro stessi.

Per chi presenta arti immobili, verticalizzare il corpo può rivelarsi molto utile. In questo modo, infatti, si possono ripristinare importanti funzioni motorie. I vantaggi che portano gli esoscheletri robotici per disabili sono numerosi. Per prima cosa le cure riabilitative si velocizzano. Secondariamente le persone che sono state colpite da gravi ictus hanno la possibilità di riprendersi più facilmente. I ricercatori stanno lavorando a un progetto molto ampio. L’intento è quello di permettere a ospedali e privati di potere avvalersi di alcuni di questi dispositivi. I professionisti del mestiere non accennano ad arrestare gli studi. In futuro la tecnologia potrebbe rivelarsi ancora più utile di ora.

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