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Donne nella robotica: quando il gentil sesso conquista la tecnologia

by Huro
donne nella robotica

Quando parliamo di robotica siamo abituati a leggere soprattutto di uomini che sono sempre in prima linea in questo campo. In realtà esistono anche tantissime donne nella robotica, che danno un contributo fondamentale.

Recentemente Robohub, una delle maggiori comunità scientifiche nel campo della robotica, ha stilato una classifica dove sono presenti le 25 donne considerate dei geni della robotica.

Tra le paladine della robotica del 2017 c’è anche un’italiana

Tra queste 25 protagoniste c’è anche l’italiana Maria Chiara Carrozza, laureata in fisica a Pisa e attualmente docente di biorobotica all’Università Sant’Anna di Pisa. L’ex Ministro dell’Istruzione Carrozza è rientrata nella classifica di Robohub grazie al suo constante impegno per migliorare la qualità della vita delle persone attraverso lo studio e lo sviluppo di nuove tecnologie nel campo della bioingegneria, della robotica umanoide, della prostetica, dell’interazione umano-robot, dei sensori tattili e della pelle artificiale.

Nella classifica di Robohub ci sono donne da tutto il mondo, tutte con caratteristiche che le accomunano: entusiasmo, coraggio, ambizione, risultati ottenuti e la loro storia d’ispirazione. Il ruolo che svolgono a livello lavorativo varia da donna a donna. Ci sono imprenditrici, ricercatrici, startupper, inventrici, docenti,etc. Tutte attive nel campo della robotica e che riescono a dare un contributo fondamentale nel campo delle innovazioni.

Per citare qualche nome famoso nominiamo Raia Hadstell, ricercatrice presso Google DeepMind a Londra; Sarah Hensley, ricercatrice del MIT che attualmente sta lavorando ad un robot in grado di muoversi su Marte; Julie Schoenfeld, founder e CEO di Strobe, una compagnia tecnologica che si occupa di sviluppare immagini laser per le auto a guida autonoma; Neha Chaudhry, fondatrice di Walk to Beat/Bristol Robotics Lab Incubator e che ha inventato un bastone elettronico per aiutare i malati di Parkinson a camminare, etc.

25 donne nella robotica considerate dei geni della tecnologia

La lista completa delle donne che Robohub ha voluto celebrare la trovate sul sito della comunità scientifica. Inoltre sfogliando le pagine di Robohub potete leggere tante altre storie di successo di altre donne altrettanto importanti.
Oltre a queste donne ce ne sono altre che danno un grande contributo alla robotica. Parliamo di ricercatrici, di imprenditrici e di donne che occupano vari ruoli nella società.

Tra queste anche italiane come Cecilia Laschi della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa che ha realizzato il robot soffice ispirato al polpo e Barbara Mazzolai che coordina il centro di micro-biorobotica di Pontedera. Quest’ultima è anche responsabile del progetto “Plantoide”, il primo robot al mondo ispirato alle piante. Le due ricercatrici collaborano tra loro e come in altri casi presto ci aspettiamo di veder nascere nuove innovazioni che daranno sicuramente altri grandi contributi alla robotica.

Per concludere possiamo solo dire che fortunatamente la robotica non è più ritenuto un ramo esclusivo per gli uomini. Le donne nella robotica sono sempre più presenti in progetti importanti dando il loro contributo a migliorare la vita delle persone.

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