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Derivazione della parola robot: etimologia e significato

by Huro
derivazione della parola robot

Il termine robot è una parola universale, utilizzata in qualsiasi parte del mondo. Si usa per definire un automa, una macchina programmabile autonoma o quasi autonoma, in grado di sostituire l’essere umano o capace di affiancarlo svolgendo una serie di compiti.
Esistono diverse tipologie di robot e questi vengono programmati sia per svolgere compiti completamente meccanici che per adeguarsi all’ambiente in cui vivono, imparando cose nuove e migliorando le proprie funzionalità nel corso del tempo.

Ma qual è la derivazione della parola robot?

Andiamo subito ad analizzare la derivazione della parola robot.
Il termine robot proviene dalla parola ceca “robota” che vuol dire schiavo, persona sottoposta ai lavori forzati.
La prima volta che questo termine ceco è stato usato è stato nel 1920, quando l’ha menzionato lo scrittore Karel Čapek in un testo teatrale. La parola è stata utilizzata dallo scrittore ceco per indicare gli automi umanoidi che si ribellano e rivendicano la propria libertà.

Dopo lo scrittore ceco il termine robot è stato utilizzato anche da Frankenstein, da Asimov, quest’ultimo ha inventato il termine robot positronico, che sono gli umanoidi programmati per servire e proteggere gli umani.
Nel cinema i robot hanno debuttato per la prima volta nel 1927, esattamente nel film muto Metropolis, diretto da Fritz Lang, film ambientato nel 2026. Questo è stato poi di ispirazione anche per altri capolavori come Blade Runner, i robot di Star Wars ed altre pellicole di successo.

Dopo la derivazione della parola robot: storia di un’evoluzione

Per quanto riguarda la creazione del primo robot dobbiamo tornare agli anni Sessanta. Si chiamava UNIMATE ed era un braccio meccanico il primo robot industriale, specializzato nella saldatura delle scocche degli automobili. Fu progettato e realizzato da due ingegneri americani. Il robot fu acquistato e impiegato in una fabbrica della General Motors situata in New Jersey.

In seguito viene realizzato un braccio robotico per disabili che aveva sei gradi di libertà ed era controllato da un computer.
Verso la fine degli anni Sessanta invece gli scienziati dello Stanford Research Istitute hanno sviluppato il robot Shakey, il primo robot mobile dotato di sensori, telecamera e ruote, capace di evitare gli ostacoli.

Leggi subito tutta la storia dei primi robot umanoidi.

Il primo umanoide arriva da Tokyo, precisamente dall’Università di Waseda. Era il 1973 quando venne creato Wabot-1, un robot umanoide capace di camminare, di parlare e di trasportare oggetti. Wabot è stato perfezionato anche negli anni successivi ed oggi è considerato l’antenato di Asimo, il robot più intelligente al mondo.

Non passano molti anni e già nel 1976 la Nasa invia su Marte Viking I che invierà per la prima volta sulla Terra le immagini del pianeta fino ad allora inesplorato. Dagli anni Settanta in poi la tecnologia ha fatto passi da gigante, offrendoci innumerevoli strumenti che ci permettono di migliorare la qualità della vita.

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