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Comunicare con il tatto: oggi un robot riesce a farlo

by Huro
Comunicare con il tatto

Per comunicare gli umani usano soprattutto la voce, ma nel regno animale esistono specie che riescono a farlo attraverso il senso del tatto. Questa caratteristica presto potrebbe essere utilizzata anche nel mondo della robotica.

Nel laboratorio HRC2 di Guy Hoffman alla Cornell University si sta lavorando ad un progetto che mira a creare un robot basato sulla comunicazione strutturale. Una vera novità nel campo della robotica.
Il robot utilizza una pelle ad elastomero ad azionamento pneumatico che può essere strutturata dinamicamente con pelle d’oca o punte, struttura che dovrebbe aiutare la pelle a comunicare in modo più efficace, specialmente se vuole trasmettere il messaggio “Non toccarmi”!

Vi presentiamo il robot che riesce a comunicare con il tatto

La struttura del robot è formata da due moduli, disposti uno su ciascun lato, progettati per poter essere afferrati mentre si interagisce con l’automa. Ogni modulo strutturale è costituito da più unità disposte in una griglia, che vengono attivate contemporaneamente.

Le unità che compongono la struttura sono costituite da elastomeri scavati, collegati l’uno con l’altro tramite una rete di canali interni che possono essere riempiti con aria pressurizzata. L’aggiunta d’aria fa sì che le unità si gonfino e formino in superficie dei modelli che possono essere visti e percepiti.

I ricercatori hanno equipaggiato il loro prototipo con due diversi tipi di unità strutturali: a pelle d’oca, che forma cupole arrotondate quando si gonfiano e punte che diventano dei picchi rigidi che non possono essere completamente appiattiti. Inoltre tutte le unità dello stesso tipo sono collegate tra loro, in modo tale che un singolo modulo possa essere a pelle d’oca oppure a punta.

Comunicare con il tatto (ma non solo!)

Poiché gli esseri umani non hanno molta esperienza con la comunicazione tattile, i ricercatori hanno dovuto capire come “tradurre” l’effetto in un linguaggio comprensibile. Per questo motivo i moduli strutturali sono montati su ciascun lato di un piccolo schermo con una faccia espressiva. Un lavoro che serve per aiutare i ricercatori a mappare le emozioni rilevate.
In pratica si tratta di un social robot che riesce a comunicare con il tatto, come accade nel regno animale per alcune specie.

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