Home Robot Come la bioingegneria sta diventando la nuova frontiera della medicina

Come la bioingegneria sta diventando la nuova frontiera della medicina

by Huro
bioingegneria

Nonostante ci sarà sempre bisogno dell’intervento umano negli interventi chirurgici, il progresso della robotica applicata alle scienze mediche continuerà il suo percorso.

Dal 2000 ad oggi sono stati eseguiti più di due milioni di interventi chirurgici grazie a circa tre mila bracci robotici Da Vinci. Robot che sono capaci di ovviare alla carenza di chirurghi disponibili, riducendo quindi il numero dei medici necessari per svolgere interventi di questo tipo. Abbassando così notevolmente i tempi di attesa per le operazioni in tutto il mondo.

Ma i robot non sono utili solo nei reparti di chirurgia. Anche nel caretaking la robotica sta dando una mano. Esistono già robot infermieri controllati a distanza e che possono interagire con i pazienti, richiedere determinate visite specialistiche oppure che consentono il consulto medico anche a distanza, come quelli di Anybot Inc.

InTouch Health, invece, è un dispositivo robotizzato che consente ai medici di monitorare lo stato di salute del paziente a distanza, specialmente in situazioni di emergenza.

Poi c’è ReoGo, l’esoscheletro ideato per la riabilitazione del braccio da Bts Ingineering. Oppure Anymove, il letto robotizzato da ospedale realizzato per i pazienti con una mobilità ridotta. Ma gli esempi che possono testimoniare la rivoluzione che si sta vivendo sono davvero tanti.

Per esempio, anche il progetto L.U.R.C.H. è interessantissimo! Si tratta di un robot compatibile con le carrozzine di serie che può far muovere dei marcatori all’interno di uno spazio delimitato. Soluzione che consente alle persone disabili di essere più autonome, ideato da un team del Politecnico di Milano.

Non solo robot per chirurghi nella bioingegneria: arrivano anche i software!

Oltre ai vari dispositivi robotici che aiutano medici e pazienti in ogni reparto, a disposizione dei chirurghi e non solo ci sono anche varie piattaforme. Come Kinect di Microsoft, che permette di consultare dati e immagini senza utilizzare le mani, ma facendo movimenti con lo sguardo oppure con il braccio.

A disposizione dei medici c’è anche la piattaforma gratuita open source ideata dal German Cancer Research Center di Heidelberg. Strumento chiamato Medical Imaging Interaction Toolkit con cui si può inquadrare il corpo del paziente attraverso l’utilizzo di un iPad che consente di vedere in sovraimpressione le immagini provenienti da una risonanza magnetica oppure da raggi X.

Anche in quanto riguarda i big data ci sono vari strumenti sviluppati, come il programma ideato da DeepMind, il reparto di Google che dedica all’IA. Questo dipartimento di Google collabora con il sistema sanitario britannico. Grazie alla piattaforma ideata sarà possibile analizzare e scovare segnali precoci che riguardano malattie non ancora diagnosticati nei pazienti che hanno dato accesso ai propri dati volontariamente.

In sintesi, bracci robotizzati, piattaforme basate su algoritmi complessi e dispositivi di ogni genere sono sempre più presenti nelle strutture mediche di ogni parte del mondo, aiutando i medici ad essere più precisi e migliorando la vita dei pazienti.

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