Home Intelligenza Artificiale Affetto: il bambino robotico che arriva direttamente dal Giappone!

Affetto: il bambino robotico che arriva direttamente dal Giappone!

by Huro
bambino robotico

Giappone, terra di innovazione e tecnologia. Proprio dall’oriente, infatti, proviene la nuova invenzione in campo di intelligenza artificiale. Si tratta di Affetto, un bambino robotico in grado di comunicare con le soli espressioni del volto. Sembrerebbe impossibile, invece è tutto vero. L’automa, infatti, può mostrarsi divertito, sorpreso o triste. Un vero e proprio passo da gigante per i professionisti del mestiere. Se gli altri robot interagiscono parlando, Affetto si differenzia tra la folla e sorprende il pubblico. In Italia c’è un altro robot bambino molto famoso, si chiama ICub.

Riprodurre le asimmetrie facciali degli esseri umani è un compito difficile e i materiali usati per produrre gli automi non facilitano il lavoro degli esperti. Inoltre alla base degli androidi ci sono complicati modelli matematici e informatici che i tecnici devono combinare con le espressioni del volto. Nonostante tutto questo Affetto è stato creato nel 2011 con limiti non indifferenti. Oggi gli specialisti hanno migliorato e potenziato le sue prestazioni, dando vita a un risultato stupefacente. Il bambino robotico assomiglia in modo impressionante a un essere umano in carne e ossa.

Un bambino robotico con centosedici unità di movimento

Affetto è un automa di ultima generazione, costruito con tecniche all’avanguardia. Sul suo volto sono presenti ben centosedici unità di movimento studiate nel minimo dettaglio. Le espressioni che mostra, quindi, sono sorprendentemente realistiche. Fra queste ce ne sono alcune anche più sfumate e complicate. Quante volte capita di conoscere persone inespressive? Ebbene interagendo con questo bambino robotico non riscontrerete questo problema. L’innovazione tecnologica sta piano piano attraversando tutte le barriere informatiche.

Gli specialisti hanno elaborato modelli che permettono di controllare accuratamente il bambino robotico. I movimenti della sua “pelle”, però, in passato creavano instabilità negli osservatori. Di certo nessuno si sarebbe aspettato un’invenzione simile e il pubblico non era ancora abituato a interagire con gli automi. Oggi Affetto può riprodurre sorrisi quasi naturali ed espressioni accigliate. L’umanoide è stato realizzato dall’Osaka University. Gli studi sull’intelligenza artificiale non accennano ad arrestarsi, anzi. In un futuro molto vicino potremmo ritrovarci ad avere un vicino di casa robot. Ora tutto questo sembra surreale, ma date le ultime innovazioni non è difficile immaginare uno scenario simile.

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