Home Robot Alyx è il robot che insegna agli autistici a riconoscere i segnali sociali

Alyx è il robot che insegna agli autistici a riconoscere i segnali sociali

by Huro
alyx

Il mondo del lavoro per le persone affette da autismo può essere una vera sfida. Infatti queste persone hanno molte difficoltà a leggere i segnali emotivi e sociali. Questo gli causa diversi problemi su numerosi aspetti della vita, e può intaccare la loro abilità nel lavoro. Anche se è possibile attuare un’integrazione nell’ambiente lavorativo, proprio come nella serie tv “The Good Doctor”, ci sono nuove tecnologie che possono aiutarli ulteriormente.

In Italia, ad esempio, è stato creata una soluzione per i bambini autistici dall’azienda Behaviour Labs.
Ma in questo caso il problema si pone da adulti… ecco come affrontarlo!

La soluzione per chi è affetto da autismo arriva da Alyx, un robot scozzese

I ricercatori della Heriot-Watt University in Scozia hanno creato Alyx, un robot dalla forma non umana che arriva in aiuto alle persone affette di autismo. Il fatto che non abbia una vera e propria faccia da umanoide è voluto: infatti i volti umani generano molti piccoli segnali estranei che le persone con autismo possono trovare difficili da decodificare. Invece la faccia robotica di base e facilmente controllabile di Alyx lo rende un insegnante ideale di spunti sociali.

I creatori di Alyx spiegano che il principale ostacolo che gli adulti con autismo hanno bisogno di superare è sapere se stanno facendo un buon lavoro o no. Alyx li aiuta mostrando un segno di approvazione o disapprovazione al termine di un’attività.

L’ambiguità è il vero problema. Come fare a sapere quando qualcuno è contento di quello che ho fatto?” – questo è il pensiero delle persone affette da autismo, spiega Thusha Rajendran, professore associato di Psicologia alla Heriot-Watt University.

Imparare a identificare ed elaborare le espressioni facciali

Alyx è dotato di una una telecamera nella testa in grado di fornire un feedback ai terapeuti.

Possiamo usare queste informazioni per aiutare il robot a capire in che stato emotivo sia la persona, facendo in modo che possa capire come rispondere in modo socialmente appropriato» ha spiegato Peter McKenna, ricercatore associato presso l’Università di Heriot-Watt.

Sicuramente un passo avanti molto atteso ed apprezzato da chi vive quotidianamente questo problema!

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